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LA BICICLETTA: UNO SPORT, UN DIVERTIMENTO, UN TOCCASANA... I BENEFICI PER CORPO E MENTE
20/06/2019

LA BICICLETTA: UNO SPORT, UN DIVERTIMENTO, UN TOCCASANA... I BENEFICI PER CORPO E MENTE

Se dovete percorrere tragitti brevi o se state progettando una gita nella natura... quale mezzo più comodo di una bicicletta?!

Oggi la le due ruote stanno tornando a essere uno dei mezzi preferiti per spostarsi, in città e non solo, in particolare durante la bella stagione. Non solo è un mezzo che sostiene l'ambiente e che libera il nostro pianeta dall'inquinamento ma è anche divertente, gratuito e soprattutto apporta numerosi benefici a corpo e mente: negli ultimi anni sono state condotte diverse ricerche scientifiche che lo dimostrano!

Insomma, una pedalata all'aria aperta ci aiuta a stare in forma e a farci sorridere! Quindi, se non lo avete ancora fatto, ecco alcuni buoni motivi per trascorrere una giornata in sella immersi nel verde della natura!

Primo... regala felicità! Gli scienziati che da anni studiano i benefici della bici sul nostro cervello sono concordi nell'affermare che pedalare abbassa i livelli di stress e che può diminuire forme di depressione. In particolare, lo psichiatra John Ratey, nel suo libro “Spark: The revolutionary new science of exercise and the brain”, racconta di pazienti che dopo un anno di “cicloterapia” hanno riscontrato grandi miglioramenti nelle forme di depressione; altri studi, condotti da scienziati dell'Università dell'Illinois, dimostrano che, come altri sport, la bici stimola la generazione di nuove cellule dell'ippocampo, la parte del nostro cervello responsabile della memoria, quindi può essere di aiuto per persone affette da malattie che intaccano la memoria.

Secondo... fa dimagrire! Sopratutto per le donne, di solito più attente alla linea, è stato dimostrato che un'ora di bicicletta può far perdere fino a 500 calorie. Quindi se si cerca un modo per fare esercizio fisico non c'è nulla di meglio che mettersi in sella!

Terzo... allunga la vita! Il risultato di una ricerca pubblicata sull'International Journal of Sport Medicine mostra che più si pedala intensamente più si allunga l'aspettativa di vita, in particolare diminuiscono le malattie cardiache: dai 2 ai 3 anni in più per le donne e dai 4 ai 5 per gli uomini.

Quarto... fa bene all'ambiente! La bicicletta è un mezzo eco sostenibile, non inquina l'aria che respiriamo e non diffonde smog, uno tra i principali fattori associati alla morti in Europa. Un uso maggiore della bici riduce inquinamento e le emissioni di Co2, quindi ancora una volta si traduce in un beneficio per la nostra salute, perché respirare un'aria inquinata non fa bene ai nostri polmoni.

Questi sono solo alcuni dei numerosi benefici che porta la bicicletta. Quindi, se siete amanti della natura e se ci tenete a mantenere una buona forma fisica, sopratutto ora che è arrivata l'estate, saltate in sella, è questo lo sport che fa per voi!

ORIENTEERING: QUELLA STRANA E DIVERTENTE DISCIPLINA CHE ARRIVA DAL NORD
17/06/2019

ORIENTEERING: QUELLA STRANA E DIVERTENTE DISCIPLINA CHE ARRIVA DAL NORD

1919, Stoccolma (Svezia) – Viene organizzata la prima gara ufficiale di “Orienteering” a cui prendono parte 202 concorrenti. Le vere origini dell'Orienteering risalgono però alla fine del XIX secolo quando in Norvegia viene organizzata una prova di “Sci d'Orientamento”.

Negli anni venti la partecipazione a questa nuova disciplina sportiva subisce un rapido incremento tanto da organizzare, nel 1932, una prima gara internazionale di Orienteering alla quale partecipaziono appassionati da tutto il mondo: Danimarca, Unione Sovietica, Svizzera, Ungheria, Cecoslovacchia, Satati Uniti. In Italia l'Orienteering vede un primo sostegno negli anni '50 da parte di alcuni gruppi sportivi militari che cartografano la zona di Monticolo, in provincia di Bolzano, e vi disputano il "Trofeo Buffa".

In Italia l'orientamento, in particolare la corsa orientamento, è molto praticata anche livello scolastico (medie e liceo). Gli studenti competono a livello provinciale e regionale e per ciascuna regione si possono qualificare alla fase nazionale una squadra maschile, una femminile e un atleta individuale.

Bella la storia ma... cosa sarà mai questo Orienteering? Forse lo avete già sentito nominare ma non avete mai approfondito. Lo facciamo noi, siamo certi che quando avrete finito la vostra lettura vi sarà venuta voglia di provare.

L'Orienteering è una singolare disciplina chiamata anche Sport dei Boschi sebbene si possa praticare anche in altri ambienti come i centri sotrici delle città, i parchi pubblici, le campagne... Bussola alla mano siamo pronti per partire. Prima di tutto dobbiamo effettuare l'iscrizione che ci permette di ottere il pettorale e il “cartellino testimone” che l'atleta dovrá punzonare in gara. Nelle competizioni maggiori si utilizza addirittura un sistema di controllo elettronico con un microchip. E via che si parte! Si inizia ad intervalli di alcuni minuti l'uno dall'altro; al via il concorrente riceve la carta del terreno di gara su cui sono disegnati alcuni cerchietti che rappresentano i punti di

controllo.
Un triangolo, invece, segna la partenza. In sostanza il concorrente deve raggiungere i punti di controllo nella stessa sequenza in cui sono numerati sulla carta. Ad ogni controllo c'è una lanterna: è qui che l'atleta troverá un punzone con cui marcare, sul cartellino testimone personale, il proprio passaggio. Una volta trovate tutte le lanterne si giugne al traguardo dove viene rilevato il tempo, il cartellino testimone viene ritirato e controllato. Se le punzonature sono complete, vince colui che ha impiegato il minor tempo.

Non è divertente?! Noi non vediamo l'ora di avventurarci tra i boschi!

LO “STOMACO DI PLASTICA” DELLE TARTARUGHE MARINE
10/06/2019

LO “STOMACO DI PLASTICA” DELLE TARTARUGHE MARINE

L'8 giugno è stata celebrata la Giornata Mondiale degli Oceani e, in questa occasione, Legambiente ha lanciato l'allarme per una specie animale bellissima e pacifica, la tartaruga marina, che come molti altri organismi marini, è vittima dell’inquinamento da plastica che affligge tutti i mari.

I rifiuti marini sono una delle cause più gravi di mortalità per le tartarughe che nuotano nel Mar Mediterraneo e negli Oceani. Secondo una stima dei Centri di Recupero di Legambiente, l’80% degli animali viene ricoverato perchè ha ingerito diversi tipi di materiale plastico: sacchetti, resti di bottiglie, stoviglie, lenze e imballaggi di vario tipo. Gettonatissimi i cotton fioc.

Secondo uno studio fatto nel 2018 dal CSIRO (Ente Nazionale Australiano di Ricerca) su un campione di 1000 tartarughe trovate senza vita sulle spiagge australiane, una volta che una tartaruga ha ingerito 14 pezzi di plastica, il suo rischio di morte è del 50%.

"Quando una tartaruga ingerisce plastica per la prima volta, ha un rischio di circa il 20% di morire a causa di quel solo pezzo, mentre man mano che ne ingerisce di più, il rischio aumenta", scrive il responsabile della ricerca Chris Wilcox del dipartimento Oceani e Atmosfera del Csiro. "In alcuni individui - afferma - abbiamo trovato anche centinaia di pezzi di plastica, dalla pellicola sottile a corde e lenze da pesca”.

Sembra un'affermazione banale ma “occorre assolutamente fare qualcosa”! Per salvare gli animali che popolano i nostri mari, ogni minuto è prezioso.

Per esempio, ognuno di noi dovrebbe evitare fin da subito di inquinare le spiagge con i propri rifiuti. Lo sapevate che la plastica può compromettere anche le nidificazioni? La sabbia in cui mamma tartaruga depone le sue uova, in presenza di frammenti di plastica non mantiene la stessa umidità e ne modifica la temperatura creando ripercussioni sullo sviluppo e la schiusa.

Per non contare che la plastica in mare si aggiunge ad altri rischi per le tartarughe come, per esempio, la pesca accidentale, l’impatto con le imbarcazioni, l’invasione di cemento sui lidi sabbiosi e il cambiamento climatico.

Riflettiamo e diamoci da fare! Un piccolo gesto quotidiano di ognuno di noi può salvare il mondo.

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