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17/06/2019

ORIENTEERING: QUELLA STRANA E DIVERTENTE DISCIPLINA CHE ARRIVA DAL NORD

1919, Stoccolma (Svezia) – Viene organizzata la prima gara ufficiale di “Orienteering” a cui prendono parte 202 concorrenti. Le vere origini dell'Orienteering risalgono però alla fine del XIX secolo quando in Norvegia viene organizzata una prova di “Sci d'Orientamento”.

Negli anni venti la partecipazione a questa nuova disciplina sportiva subisce un rapido incremento tanto da organizzare, nel 1932, una prima gara internazionale di Orienteering alla quale partecipaziono appassionati da tutto il mondo: Danimarca, Unione Sovietica, Svizzera, Ungheria, Cecoslovacchia, Satati Uniti. In Italia l'Orienteering vede un primo sostegno negli anni '50 da parte di alcuni gruppi sportivi militari che cartografano la zona di Monticolo, in provincia di Bolzano, e vi disputano il "Trofeo Buffa".

In Italia l'orientamento, in particolare la corsa orientamento, è molto praticata anche livello scolastico (medie e liceo). Gli studenti competono a livello provinciale e regionale e per ciascuna regione si possono qualificare alla fase nazionale una squadra maschile, una femminile e un atleta individuale.

Bella la storia ma... cosa sarà mai questo Orienteering? Forse lo avete già sentito nominare ma non avete mai approfondito. Lo facciamo noi, siamo certi che quando avrete finito la vostra lettura vi sarà venuta voglia di provare.

L'Orienteering è una singolare disciplina chiamata anche Sport dei Boschi sebbene si possa praticare anche in altri ambienti come i centri sotrici delle città, i parchi pubblici, le campagne... Bussola alla mano siamo pronti per partire. Prima di tutto dobbiamo effettuare l'iscrizione che ci permette di ottere il pettorale e il “cartellino testimone” che l'atleta dovrá punzonare in gara. Nelle competizioni maggiori si utilizza addirittura un sistema di controllo elettronico con un microchip. E via che si parte! Si inizia ad intervalli di alcuni minuti l'uno dall'altro; al via il concorrente riceve la carta del terreno di gara su cui sono disegnati alcuni cerchietti che rappresentano i punti di

controllo.
Un triangolo, invece, segna la partenza. In sostanza il concorrente deve raggiungere i punti di controllo nella stessa sequenza in cui sono numerati sulla carta. Ad ogni controllo c'è una lanterna: è qui che l'atleta troverá un punzone con cui marcare, sul cartellino testimone personale, il proprio passaggio. Una volta trovate tutte le lanterne si giugne al traguardo dove viene rilevato il tempo, il cartellino testimone viene ritirato e controllato. Se le punzonature sono complete, vince colui che ha impiegato il minor tempo.

Non è divertente?! Noi non vediamo l'ora di avventurarci tra i boschi!

ORIENTEERING: QUELLA STRANA E DIVERTENTE DISCIPLINA CHE ARRIVA DAL NORD
10/06/2019

LO “STOMACO DI PLASTICA” DELLE TARTARUGHE MARINE

L'8 giugno è stata celebrata la Giornata Mondiale degli Oceani e, in questa occasione, Legambiente ha lanciato l'allarme per una specie animale bellissima e pacifica, la tartaruga marina, che come molti altri organismi marini, è vittima dell’inquinamento da plastica che affligge tutti i mari.

I rifiuti marini sono una delle cause più gravi di mortalità per le tartarughe che nuotano nel Mar Mediterraneo e negli Oceani. Secondo una stima dei Centri di Recupero di Legambiente, l’80% degli animali viene ricoverato perchè ha ingerito diversi tipi di materiale plastico: sacchetti, resti di bottiglie, stoviglie, lenze e imballaggi di vario tipo. Gettonatissimi i cotton fioc.

Secondo uno studio fatto nel 2018 dal CSIRO (Ente Nazionale Australiano di Ricerca) su un campione di 1000 tartarughe trovate senza vita sulle spiagge australiane, una volta che una tartaruga ha ingerito 14 pezzi di plastica, il suo rischio di morte è del 50%.

"Quando una tartaruga ingerisce plastica per la prima volta, ha un rischio di circa il 20% di morire a causa di quel solo pezzo, mentre man mano che ne ingerisce di più, il rischio aumenta", scrive il responsabile della ricerca Chris Wilcox del dipartimento Oceani e Atmosfera del Csiro. "In alcuni individui - afferma - abbiamo trovato anche centinaia di pezzi di plastica, dalla pellicola sottile a corde e lenze da pesca”.

Sembra un'affermazione banale ma “occorre assolutamente fare qualcosa”! Per salvare gli animali che popolano i nostri mari, ogni minuto è prezioso.

Per esempio, ognuno di noi dovrebbe evitare fin da subito di inquinare le spiagge con i propri rifiuti. Lo sapevate che la plastica può compromettere anche le nidificazioni? La sabbia in cui mamma tartaruga depone le sue uova, in presenza di frammenti di plastica non mantiene la stessa umidità e ne modifica la temperatura creando ripercussioni sullo sviluppo e la schiusa.

Per non contare che la plastica in mare si aggiunge ad altri rischi per le tartarughe come, per esempio, la pesca accidentale, l’impatto con le imbarcazioni, l’invasione di cemento sui lidi sabbiosi e il cambiamento climatico.

Riflettiamo e diamoci da fare! Un piccolo gesto quotidiano di ognuno di noi può salvare il mondo.

LO “STOMACO DI PLASTICA” DELLE TARTARUGHE MARINE
05/06/2019

GUIDA AL CAMPEGGIO… PER PRINCIPIANTI

É arrivata l'estate e con lei anche la voglia di andare in vacanza... Se sei una persona che ama stare all’aria aperta e vuole mettersi in viaggio senza dover spendere troppo tra aerei e alberghi, abbiamo la soluzione giusta per te... il campeggio!

Non tutti sono abituati a viaggi e vacanze all’aperto e quindi non è sempre facile organizzarsi. Ma non è un problema, seguendo alcuni semplici consigli anche i meno esperti potranno prepararsi e partire senza doversi preoccupare di commettere piccoli errori!

Ecco una piccola guida per i “principianti” del campeggio!

Punto 1… i vestiti! Di solito siamo abituati a portare con noi tanti (troppi) capi d’abbigliamento che finiamo per non utilizzare. In campeggio non possiamo permetterci questo lusso, meglio portarsi i vestiti necessari per ottimizzare lo spazio. Piuttosto abbondiamo in calzini e biancheria intima, sicuramente torneranno più utili!

Punto 2... la tenda! Ovviamente le tende non sono in cemento quindi non sono nemmeno così resistenti, di conseguenza una delle prime cose a cui bisogna prestare attenzione è la sicurezza! Sarebbe meglio evitare di posizionarla vicino ad alberi isolati e vecchi o corsi d’acqua, perché in caso di temporali estivi la situazione potrebbe trasformarsi rapidamente e diventare pericolosa. Potrebbe tornare utile anche legare la tenda con delle corde ad alberi o sporgenze vicine, in caso di vento sarete senza dubbio al sicuro! Attenzione perchè anche il sole può diventare un nemico: a meno che non siate alla ricerca dell'effetto sauna, evitate l’esposizione diretta e cercate zone più protette e all’ombra!

Punto 3... il cibo! Cercate di ottimizzare lo spazio evitando contenitori rigidi e ingombranti. Meglio optare per le classiche buste che si usano per i surgelati.

Punto 4... come evitare in modo naturale di diventare prede di fastidiosi insetti? Le zanzare, si sa, non amano la citronella e la salvia, ma anche le formiche sono infastidite dal limone. Le vespe invece stanno lontane dal fumo e dal caffè, mentre le zecche dall’odore dell’aceto e di oli essenziali.

Insomma, pochi e semplici trucchetti che permetteranno a chiunque di partire più tranquillamente con lo zaino in spalla, pronti per una grande avventura da vivere in armonia con la natura!

GUIDA AL CAMPEGGIO… PER PRINCIPIANTI
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